14 Maggio 2006

Orgogliosi di questa squadra!

Grazie Ragazzi!

Comunque e a prescindere. Il pubblico rossonero festeggia la propria squadra non per la vittoria di uno scudetto, ma per la passione e l'intensità con la quale tutti i rossoneri hanno affrontato la stagione. Si può anche non vincere, ma certo questo non è un buon motivo per non alzarsi ad applaudire una grande squadra. Il Milan raggiunge 88 punti in classifica come prefissato e nell'ultima partita del campionato supera la Roma grazie ai gol di Kakà e Amoroso, entrambi su calcio di rigore. Una squadra, quella rossonera, ancora una volta puntuale nel confermare tutti i suoi pregi, ancora una volta decisa fino all'ultimo ad onorare l'impegno. Ci hanno creduto tutti, fino alla fine, l'applauso di San Siro si stringe attorno alla squadra anche per questo. Quel tricolore con il quale si è vestito oggi tutto lo stadio, aveva un unico significato, il Milan, comunque vada, per i propri tifosi, è sempre primo, è sempre motivo di festa.


Ma diciamocela tutta

La Roma arriva a San Siro al meglio delle proprie possibilità, ma Spalletti preferisce far partire Francesco Totti dalla panchina per garantire alla squadra più qualità nel secondo tempo, non ce la fa Nonda fermato da un problema ai flessori. Nel Milan invece spazio a Dario Simic sulla corsia di destra con Inzaghi e Gilardino coppia d’attacco. Shevchenko assiste alla partita nel cuore della curva rossonera.

Il Milan parte forte, deciso a fare proprio il bottino. Dopo alcune verticalizzazioni infatti Gilardino aspetta il pallone in area di rigore, ma sull’invito dal fondo di Serginho, l’attaccante viene strattonato. Per De Marco non ci sono dubbi, calcio di rigore che Kakà dopo soli 4 minuti trasforma portandosi a 19 gol stagionali. La partita della Roma inizia dunque in salita, Spalletti dopo la defezione di Nonda porta Taddei nella posizione di punta avanzata con Mancini, Perrotta e Tommasi pronti ad inserirsi. Dopo il vantaggio milanista sono proprio i giallorossi a tentare di fare la partita cercando di chiudere l’avversario nella propria metà campo, situazione di gioco che porta Carlo Ancelotti ad invitare Kakà a chiudere sulle iniziative di De Rossi. La Roma riesce tuttavia a farsi pericolosa solo al 20’ con un colpo di testa di Taddei sul fondo. I giallorossi tengono la linea difensiva piuttosto alta e allora Inzaghi si trova spesso in condizione di creare difficoltà sulle imbeccate di Kakà, il quale riparte spesso con prontezza sfruttando alcuni errori del centrocampo avversario. Sotto il profilo delle azioni da gol la partita non regala particolari sussulti, Spalletti ordina a Totti di alzarsi dalla panchina, ma proprio in quell’istante la Roma trova il pareggio. Mexes di testa infila da distanza ravvicinata Dida, rete che tuttavia non modifica le intenzioni tattiche del tecnico giallorosso il quale richiama Dacourt ed inserisce proprio Francesco Totti al rientro dall’infortunio. Ancelotti non si fa intimorire e chiede ai suoi ragazzi maggiore spinta ed incisività, Simic allora prova a salire di qualche metro per garantire più assistenza ai compagni in mezzo al campo. Il primo tempo si chiude con una buona azione rossonera, Gilardino si allarga e serve in area Inzaghi il quale però impatta con poca forza e spedisce a lato.

Non ci sono variazioni nel secondo tempo, ma il Milan torna in campo con maggiore veemenza. E’ straordinario Kakà che si beve tutto il campo e poi prova la conclusione a rete deviata in angolo. Ancelotti chiede maggiore attenzione alla fase difensiva,la squadra infatti appare sbilanciata con poca copertura da parte di Seedorf e Kakà. Al 7 è ancora il brasiliano a mettere in difficoltà la difesa giallorosa, una sua incursione palla al piede viene bloccata solo dall’uscita tempestiva di Doni. La reazione della Roma continua ad apparire piuttosto sterile, l’unico a provare la conclusione dalla distanza è De Rossi, ma senza fortuna, Kaladze infatti si oppone con bravura ai tiri del centrocampista. Il Milan continua a fare la partita, al 20 ‘ dopo una bella azione corale Kakà dal limite spedisce alto. Inzaghi e Gilardino si propongono con continui movimenti verso la palla e allora Ancelotti inserisce Rui Costa per favorire le possibili verticalizzazioni. La stanchezza dovuta al gran caldo inizia a farsi sentire, le due squadre infatti non riescono a proporsi con efficacia e i giocatori spesso ricorrono al fallo tattico per bloccare qualsiasi tipo di ripartenza. Gattuso al 32’ prova il tiro dalla distanza ma senza fortuna. La gara torna a riccendersi al 37’, i giallorossi reclamano un calcio di rigore giustamente non convalidato e sul ribaltamento di fronte guidato da Rui Costa Kakà viene anticipato in area di rigore. Nel Milan si rivede Amoroso al posto di Inzaghi, ma al 43’ i rossoneri rischiano la beffa. Taddei infatti approfitta di un errore difensivo e si invola verso Dida il quale compie un autentico miracolo sul connazionale. Gol mancato, gol subito, ancora una volta la regola è applicata. Due minuti dopo infatti i rossoneri trovano il secondo rigore della partita. Bovo atterra Gilardino e Amoroso trasforma. La festa può dunque iniziare, non quella per lo scudetto, ma quella nei confronti di una squadra che ancora una volta ha dimostrato tutto il proprio valore.


Il tabellino

MILAN-ROMA 2-1
Marcatori: Al 4’ del pt Kakà (R), al 33’ del pt Mexes, al 45’ Amoroso (R)

MILAN: Dida; Simic (dal 29’ del st Cafu), Nesta, Kaladze, Serginho; Gattuso, Pirlo, Seedorf (dal 22’ del st Rui Costa); Kakà; Inzaghi (dal 35’ del st Amoroso), Gilardino. A disposizione: Kalac, Marzoratti, Aubameyang, Cafu,Jankulovski, Amoroso.
Allenatore: Ancelotti.

ROMA: Doni; Panucci, Mexes, Bovo, Cufrè; De Rossi, Dacourt (dal 34’ del pt Totti); Tommasi,Perrotta, Mancini; Mancini (dal 24’ del st Alvarez). A disposizione: Curci, Freddi, Rosi, Okaka.
Allenatore: Spalletti.

Arbitro: De Marco di Chiavari.
Ammoniti: Gattuso, Mancini, Tommasi, De Rossi
Espulsi: Bovo
Recupero:3 min



Guarda il video della partita Parma-Milan




Shevchenko in curva!




Galliani Parla!
''Io faccio ancora una volta un invito a Sheva di rimanere al Milan''. Lo afferma l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. ''Nella memoria storica dei tifosi -avverte Galliani- rimangono soprattutto quei giocatori che finiscono la carriera al Milan''. ''Invito e prego ancora Sheva di rimanere -ripete Galliani-. Il Milan non lo cedera' mai''.




La Curva canta!
'Sheva resta con noi', è il coro della Curva Sud al campione ucraino che sta seguendo Milan-Roma fra i tifosi rossoneri


Un saluto ai Gobbi

10 commenti

  • anonimo

    leggete

    Silvio Berlusconi ha chiesto ieri che siano assegnati al Milan gli ultimi due scudetti vinti sul campo dalla Juventus. E' una richiesta legittima, dal punto di vista normativo? La domanda e' stata rivolta all'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, nel corso del programma 'Radio anch'io lo sport'. "Con riferimento al campionato appena concluso - ha risposto Grassani - la conseguenza sarebbe praticamente automatica. Con la retrocessione all'ultimo posto della squadra vincitrice del titolo di Campione d'Italia la classifica vedrebbe la Juventus ultima ed il Milan divenuto primo, con la terzultima squadra, attualmente retrocessa, che si salverebbe". Piu' difficile dirimere la matassa per il torneo 2004-'05 "perche' il codice, per quanto riguarda i campionati gia' conclusi, da' agli organi di giustizia sportiva il potere di revocare il titolo di campione d'Italia, ma non specifica se poi quel titolo viene riassegnato o rimane vacante. Dal momento che l'unico precedente risale alla fine degli anni Venti, quando i regolamenti erano completamente diversi, da questo punto di vista dovremo attendere le decisioni dei giudici sportivi". Il precedente e' quello del campionato 1927, quando fu revocato il titolo al Torino, coinvolto in un illecito. A proposito delle conseguenze cui vanno incontro le squadre d i serie A coinvolte dalle inchieste, l'avvocato Grassani si e' sentito di fare un distinguo solo a proposito del Milan: "Premesso che e' prematuro sbilanciarsi in analisi individuali, il dirigente coinvolto del Milan e' un semplice accompagnatore degli arbitri e il contenuto di quella telefonata, unica ed isolata, non sembra trascendere ad un tentativo di illecito sportivo - afferma il legale - ma nemmeno ad un qualcosa di contrario alle norme del codice. Semplicemente uno sfogo ad un designatore rispetto ad un ambiente di cui lui faceva parte in quanto ex arbitro, laddove dice 'non mandatemelo piu'. Se ragioniamo in termini di illecito sportivo rispetto ad un comportamento del genere forse dovrebbero retrocedere 20 squadre".(ANSA).
    Scritto il: 15/05/2006 15:52:41
  • Tretigri

    !!!

    ciao president...ti mando questo link guardalo e poi se vuoi mettilo sul sito....

    http://www.youtube.com/watch?v=neP-o1AXNB4

    ;)
    Scritto il: 15/05/2006 13:02:48
  • SEXYSILVIAGIRL

    ciao

    ciao
    ho il video degli allenamenti del milan.. appena puoi vieni in msn.. cmq nn hai messo le mie foto...
    Scritto il: 15/05/2006 11:47:41
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