26 Aprile 2006

Milan-Barcellona: La sfida delle sfide - Atto 2° -

Semifinale di Champions

Ha detto che Ronaldinho si può solo "limitare". Ma come? Il brasiliano, sulla frase di Carlo Ancelotti, ci ha sorriso un po' su, ma la cosa lo ha gratificato molto. L'incubo è reale. Costruirgli attorno trincee, incatenarlo, blindarlo servirebbe a poco. Piazzargli uno o due uomini alle costole significherebbe snaturare il gioco del Milan che, anzi, dovrà fare la partita. La costante è identica a quella di Frank Rijkaard: "Dobbiamo vincere".
A fare compagnia ad Ancelotti è Clarence Seedorf, che in Spagna, con il Real Madrid, ha vinto una Champions, dopo quella con l'Ajax, prima di quella con il Milan. Non ci sono rivalse per l'olandese fresco di squalifica in campionato. Della rivalità antica con il Barcellona non gliene può fregare di meno. Lo sottolinea. Anche per lui conta solo passare. Ed è Carlo Ancelotti a sottolineare questo particolare. "I ragazzi sono carichi; sanno di essere davanti alla possibilità di passare alla storia, conquistando la terza finale in quattro anni. Ma per fare questo dovremo correggere alcuni errori fatti nella gara di andata; quei famosi 60 minuti che devono diventare 90". Sull'atteggiamento del Barcellona ha pochi dubbi: "Credo che non saranno poi così votati all'attacco; anche se dovessero scendere in campo Belletti e Deco. Giocheranno con molto equilibrio e attenzione". Probabilmente perché lui, al posto di Rijkaard farebbe la stessa cosa. Non parla di Ronaldinho e nemmeno di Real Madrid. Anzi, quando un giornalista iberico gli chiede novità su un eventuale contratto con la società madridista, risponde secco: "Preferisco parlare della partita di domani". Sugli infortunati replica quanto dichiarato nella mattinata: "Ho tempo fino a domani sera per decidere; ho il dovere di scegliere chi sta bene".
Anche se il recupero appare alla portata di tutti. Difesa con Stam, Nesta, Kaladze, Serginho (con Cafu a destra e l'olandese in mezzo se l'ex laziale non dovesse superare il test); centrocampo affidato a Gattuso, Pirlo e Seedorf; Kakà alle spalle di Sheva e Inzaghi. E se finisse male? Ancelotti alla parola "fracaso" (fallimento), sorride: "E' la partita più importante della stagione, ma non sarebbe un disastro lasciare il passo al Barcellona. Però a Parigi ci vogliamo andare noi. Ce lo siamo imposti lo scorso anno subito dopo Istanbul. Occorre solo un ultimo sforzo".
Clarence Seedorf è d'accordo, e rispondendo in inglese, spagnolo e portoghese, al contrario di Rijkaard che poco prima si era rifiutato di rispondere in italiano, ammette che il compito è difficile ma di credere al "milagro", al miracolo: "Perché no? Siam venuti fin qui con buone intenzioni. Ho una grande fiducia".





Anche al Camp Nou: il pubblico delle grandissime occasioni, 95.000 spettatori

Pippo Inzaghi sul terreno del Camp Nou incrocia Puyol che ha appena finito l’allenamento, i due giocatori si scrutano e poi si abbracciano. Poi Pippo guarda verso l’alto, le tribune vuote e forse se le immagina gremite, forse prova a capire come sarà la sua prima volta al Camp Nou: ‘Questi sono stadi unici, come San Siro, è bello esserci è un’emozione unica.



Clarence Seedorf dal canto suo non è nuovo a certe sfide, lui il Barcellona lo conosce bene per averci giocato contro in più di una occasione ai tempi del Real: ‘Non sarà una partita facile, ma dopotutto quale semifinale di Champions League può definirsi facile’. Sorride, la classica smorfia dei forti, di quelli che non hanno paura di niente e di nessuno, che contano esclusivamente sui propri mezzi: ‘Avevamo fatto una promessa, ovvero quella di ritrovarci a Parigi e direi che ci troviamo su questo campo per mantenere quanto abbiamo detto’.

Inzaghi è un perfezionista, scruta, osserva, prova e poi saluta i cori dei circa 100 tifosi presenti a bordo campo: ‘Non sono il salvatore della patria, le vittorie le si ottengono con tutta la squadra, sono sicuro che il Milan darà tutto, speriamo possa bastare’.

Per Clarence può bastare: ‘C’è una bella atmosfera attorno a noi, sentiamo l’affetto dei tifosi e questo ci rende forti. Sarà una sfida delicata, chiunque andrà in campo dovrà essere al 100% e soprattutto in ogni situazione dovrà fare la scelta giusta, ma sono fiducioso.

Il Milan è teso quanto basta, ma non perde il sorriso, Kaladze da un buffetto a Pippo e la faccia del bomber quasi si spalma sul microfono di Milan Channel: ‘Alla partita d’andata non ci penso, ora è bello essere qui, c’è l’atmosfera delle grandi sfide e non mi interessa nemmeno sapere quale sarà l’altra finalista tra Villareal e Arsenal, penso solo al Barcellona’.

Un chiodo fisso nella testa del Milan, l’impresa. Tutti vorrebbero arrivarci con la calma serafica di Clarence Seedorf, mai una smorfia, mai un sopracciglio che si aggrotta: ‘Il terreno e il pallone come sono? Tutto ok, oggi un po’ asciutto domani un po’ bagnato, il pallone poi lo conosciamo.

Qualcuno dice che la sfera non sia tra le migliori, troppo leggere, ma sapete a Seedorf quanto importa? “Nulla, noi siamo il Milan”.


Probabili Formazioni

Milan (4-3-1-2)

Dida; Stam, Costacurta, Kaladze, Serginho; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Kakà; Shevchenko, Inzaghi

Barcellona (4-3-3)

Valdes, Belletti, Puyol, Marquez, Van Bronkhorst; Deco, Edmilson, Iniesta; Giuly, Eto’o, Ronaldinho.


Le ultime da Milanello

Rifinitura al Camp Nou sotto il sole per i rossoneri. Dopo lo stretching, corse e brevi scatti e partitella. Buone in generale le condizioni dei giocatori. Kakà, Cafu e Shevchenko si sono mossi bene e sembrano ormai recuperati, quindi abili e arruolati per la sfida di domani sera contro il Barcellona. Solo su Nesta Ancelotti nutre qualche dubbio. Al termine della partitella su campo ridotto, infatti, il difensore si è avvicinato al responsabile dei preparatori atletici, Tognaccini, scuotendo un po' il capo. Quindi, mentre i compagni si sono dedicati ai tiri in porta, ha seguito a bordo campo la seduta. Ancelotti ha 24 ore di tempo per prendere una decisione sul suo impiego. In caso di forfeit, Cafu giocherebbe a destra e Stam al centro con Kaladze. Al termine stretching e massaggi per Cafu.



PORTIERI: Dida, Kalac.
DIFENSORI: Cafu, Kaladze, Maldini, Nesta, Jankulovski, Simic, Stam.
CENTROCAMPISTI: Gattuso, Kakà, Pirlo, Rui Costa, Seedorf, Serginho, Vogel
ATTACCANTI: Amoroso, Gilardino, Shevchenko, Inzaghi

Ultimissime

Alessandro Nesta non ce la fa. E' praticamente certo il forfeit del difensore rossonero per la sfida di stasera tra Barcellona e Milan, ritorno delle semifinali di Champions League. Nesta ha riportato un infortunio muscolare nel corso della sfida con il Messina di sabato scorso. Da allora molta cautela, umori e impressioni altalenanti fra l'ottimismo di vederlo in campo e la prudenza che un infortunio del genere impone, soprattutto a un mese e mezzo dai Mondiali.
Già ieri le avvisaglie: dopo la partitella d'allenamento, il difensore si è fermato con una smorfia dipinta sul viso, segnale tutt'altro che positivo.



Eppure nè lui nè l'enturage rossonero avevano gettato la spugna, lasciando anzi intendere che nulla fosse compromesso riguardo al suo impiego di stasera.
Oggi infine, a poco più di due ore ore dalla gara, la notizia che Nesta non ce la fa, anche perché a Carlo Ancelotti servono giocatori al 100% della condizione. Al suo posto dovrebbe giocare l'evergreen Alessandro Costacurta, alla prima gara dopo il compimento dei 40 anni, festeggiati l'altro ieri. Billy farà coppia in mezzo con Kaladze, con Stam a destra e Serginho a sinistra.




Occhio agli avversari

In conferenza stampa le parole del tecnico del Barcellona Frank Rijkaard: "Domani giocheremo contro una grande squadra, sarà una sfida dal grande fascino ma non sarà una partita facile. Credo che questi siano dei bei momenti da vivere". Sulla condizione della sua formazione ha aggiunto: "Il recupero di Deco è una bella notizia per noi. La sfida di domani tra Barcellona e Milan sarà molto diversa da Barcellona- Chelsea, noi stiamo vivendo un momento diverso e poi il Milan è diverso dal Chelsea. Per me è meno difficile preparare questa sfida rispetto alla gara d'andata a San Siro".




L'arbitro

Markus Merk, che dirigerà Barcellona-Milan mercoledì sera al Camp Nou in Champions League, è nato a Kaiserslautern il 15 marzo 1962 e di professione è dentista. In carriera ha arbitrato 31 partite in Champions League, con il seguente bilancio: 17 vittorie interne, 7 pareggi e 7 vittorie esterne.



I precedenti del fischietto tedesco con i rossoneri sono tre: tutti nella massima competizione europea e tutte vittorie per i rossoneri (28 maggio 2003: Juventus-Milan 2-3; 10 marzo 2004: Milan-Sparta Praga 4-1; 12 aprile 2005: Inter-Milan 0-3).

Tre anche i precedenti con il Barça: 2 vittorie e 1 pareggio per gli spagnoli.


Coraggio Rossoneri!

1 commento

  • 8lampard

    ...........

    è tutto inutile: qst'anno il barça vince liga, champions e coppa di spagna. qnd c'hai ronaldinho è già tutto a posto. cmq stasera pareggiate 1-1 gol di sheva e RONALDO GAUCHO DE ASSIS MOREIRA, per gli amici RONALDINHO
    Scritto il: 26/04/2006 16:28:59
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